Quale eredità per i nostri eventi?

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Se mi chiedessero di associare l’evento ad una figura astratta lo paragonerei sicuramente ad una scatola. Una scatola speciale il cui contenuto sono le esperienze, i messaggi o le attività condivise coi partecipanti.

Per rendere vivo lo spazio occupato dalla scatola è necessario che ci sia un flusso di input, costituito da beni, servizi e risorse (energia, acqua, ecc.) ma anche di persone: staff, fornitori, espositori e ovviamente partecipanti.

Buona la prima. L’organizzatore ha l’arduo compito di “orchestrare” le varie componenti della scatola per mettere in scena la migliore delle esperienze, senza possibilità di repliche!

Nulla si crea, 
nulla si distrugge.
Tutto si trasforma.
Lavoisier

Tutto quello che entra nella scatola verrà poi processato e, come Lavoisier ci suggerisce, uscirà dalla stessa secondo un flusso di output, questa volta costituito da impatti economici, ambientali e sociali.

Comunemente gli impatti sono classificati come diretti e indiretti e, considerandone gli effetti, impatti a breve o lungo termine.

 

Gli output meno tangibili

Mentre risulta abbastanza logico il passaggio causa effetto per un impatto diretto: 

Ad esempio la disponibilità di un’area espositiva, genera una domanda da parte di espositori che produce un introito per l’organizzatore. Allo stesso tempo l’allestimento di un’area espositiva è associato al consumo di materiali che provoca un impatto sul pool di risorse naturali.

Un passaggio più complicato è individuare le ricadute di un evento ad una scala temporale più ampia o generate da attività non direttamente correlabili ad un evento. 

 

I benefici a breve termine

Questo tipo di ricadute positive sono generate essenzialmente da un incremento della domanda di beni e servizi nella città dell’evento. Prendiamo per esempio un partecipante straniero ad una fiera internazionale. Venendo da fuori necessiterà di una serie di servizi basilari (hotel, ristorante, trasporti, ecc.) e, cogliendo l’occasione della Fiera, creerà una domanda di altri servizi accessori (attrazioni, shopping, eventi collaterali, ecc.).

L’università di Cardiff ha pubblicato uno studio proprio sulle ricadute economiche di un evento, considerando il caso del Tour de France Grand Depart in London and Kent.

Le ricadute economiche dirette sul territorio sono stimate intorno a 80 milioni di sterline. Circa 30 sterline a spettatore. Ancora più interessante la stima sull’incremento della domanda turistica generato dall’evento, pari a circa 150 milioni di sterline dal quale si assume un incremento di ore di lavoro equivalenti a 2.000 posti

 

I benefici a lungo termine

I benefici a lungo termine possono essere definiti come l’eredità di un evento.

Secondo la UNI ISO 20121, standard internazionale per la gestione sostenibile degli eventi, l’eredità è ciò che rimane di un evento.

L’eredità di un evento viene normalmente distinta in:

- Soft heritage, costituita da elementi immateriali, comprese nuove capacità acquisite come esperienza di eventi (formazione, conoscenze, migliori pratiche, ecc.) e programmi di educazione e sensibilizzazione.

- Hard heritage, costituita dalle strutture o tecnologie che sono state realizzate/acquistate per un evento e che rimangono come “eredità” sul territorio.

Caso emblematico è il Queen Elizabeth Olympic Park di London 2012. Progettato con criteri di architettura sostenibile il Parco Olimpico ha permesso la riqualificazione di un’area degradata della city. 

 

 

Oggi è una delle attrazioni turistiche tra le più visitate nella capitale britannica e, allo stesso tempo, un complesso di strutture sportive e un enorme parco a disposizione di turisti e londinesi.

 

Un altro esempio di eredità potenziale di un evento è il progetto “Biciclo - biciclette pubbliche per Santarcangelo •13 •14” del Festival di Santarcangelo, ne abbiamo parlato qui.

 

[Autore: Cesare Buffone]

 

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