Intervista a Maurizio Capone, leader della Capone & BungtBangt

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  1. Quando e come nasce la Capone & BungtBangt?
    Il 1999 è l'anno di fondazione del gruppo ed anche il momento nel quale scelgo di suonare esclusivamente strumenti fatti con materiali riciclati. Devo dire che la mia esperienza parte da molto lontano, già negli anni '80 sperimentavo suoni prodotti con questo sistema ed anche quando negli anni '90 ho abbracciato l'elettronica, approfondendo i linguaggi più innovativi, creavo suoni campionandoli da oggetti comuni.
    Anche l'aspetto ambientalista è una scelta antica, per fare un esempio il mio secondo disco del 1995 si chiamava “La Foresta” ed aveva come tema di base l'amore e la tutela della Natura. Ho sempre collaborato con associazioni come Greenpeace e Legambiente consapevole del fatto che la musica ha un grande potenziale comunicativo e può toccare corde profonde di qualunque discorso razionale.1
     
  2. Come è nato il nome della band? Ha un significato particolare?
    Il nome è di origine napoletana come noi, significa caos in senso lato. Si utilizza nel parlato quotidiano ed ha molte accezioni, dal frastuono al grande movimento fisico ed intellettivo. Insomma come tutte le parole di origine popolare racchiude un mondo, per questo ci è sembrata la più descrittiva del nostro modo di far musica.
     
  3. Quanti tipi di strumenti utilizzate per fare musica e con quali materiali li costruite?
    La strumentazione varia da molto semplice a molto complessa. Sono più di 25, ci sono i semplici ma molto rappresentativi “bongattoli”, barattoli della marmellata assemblati come dei bongos. La “buatteria”, una batteria fatta con bidoni di vario genere e metalli vari. Strumenti a corde, anzi ad elastici come lo “scatolophon” una scatola di polistirolo con un elastico da ufficio. La “scopa elettrica” una comune scopa alla quale si applica un elastico da sarta e che nelle mie mani si trasforma in una chitarra elettrica. Fino a bassi e chitarre costruite con pezzi riciclati di parquet. A descriverli possono sembrare strumenti folcloristici e poco affidabili, ma la cosa affascinante sta nel fatto che sono veri e propri strumenti. Non di rado superano in originalità e qualità quelli convenzionali, quando si ascoltano creano un vero e proprio corto circuito nel pubblico che stenta a credere che la spazzatura, o meglio quello che crede essere spazzatura, possa trasformarsi in qualcosa di così valido e gradevole.
     
  4. La Capone & BungtBangt si è esibita a livello internazionale, tenendo, anche, seminari e laboratori in scuole, università, conservatori, carceri e quartieri degradati.
    Il vostro successo vi porta a sentirvi pionieri di una nuova visione della musica e responsabili di un messaggio ambientali e sociali?

    Sicuramente è un grande orgoglio per noi essere i primi ad aver sintetizzato così armonicamente musica, amore per la Natura ed ingegno. Diciamo che questi tre temi sono la dimensione interiore che meglio mi rappresentano da sempre, più o meno da quando ero bambino. Ed il fatto di essere riuscito a creare una band con queste caratteristiche mi ha stimolato alla condivisione, sono consapevole del fatto che dobbiamo unirci per andare verso una rivoluzione, che a me piace chiamare ri-evoluzione. Riuscire a trasformare in cose di valore quello che tutti ritengono essere immondizia ci da un grande potere, per questo oltre a fare concerti in tutto il mondo mi impegno personalmente ad andare in contesti non esclusivamente musicali. E' come se avessi un asso nella manica valido in tutte le situazioni, dalle degradate a quelle di alto profilo intellettuale. Il concetto è molto semplice: se perfino la spazzatura guardata da un altro punto di vista riesce a diventare altro, a dare altro, allora tutto può farlo basta dargliene l'opportunità!
    E' chiaro che un concetto così semplice ed universale può essere uno stimolo in moltissime situazioni. Mi fa piacere essere veicolo di concetti positivi e costruttivi per le nuove generazioni, lo meritano e noi glielo dobbiamo, siamo fin troppo indifferenti al loro futuro.
     
  5. Alla luce del successo dell’Eco Music Live Tour, quali sono i suggerimenti per diminuire l’impatto ambientale dei concerti?
    Il nostro obiettivo interno è quello di sviluppare sempre di più un palco ad impatto zero utilizzando materiali riciclati anche per le strutture, i sistemi di alimentazione, le luci e su questa strada ci sono molti miglioramenti in atto.
    Più in generale mi piacerebbe che tutto ciò che ruota intorno ai concerti fosse più sensibile al rispetto dell'ambiente. Bicchieri e piatti di plastica sarebbero da evitare completamente invece vengono abbandonati ovunque. Anche i manifesti potrebbero essere in carta riciclata. Si potrebbe anche creare una specie di vademecum dello spettatore eco sensibile con una lista di consigli per abbassare l'impatto sull'ambiente. Insomma ce ne sono tante di cose anche molto semplici che si potrebbero fare.
     
  6. Capone & BungtBangt, non è solo una band, ma un progetto dinamico che racchiude diverse forme di performance live. Quali sono le novità per l’inverno 2012/2013?
    Le nostre capacità performative sono diverse, questo grazie al fatto che, oltre ad essere una band vera e propria, siamo percussionisti, polistrumentisti e performer. Abbiamo esperienze teatrali ed in passato abbiamo studiato anche questi linguaggi. Questo ci da molte possibilità, oltre al nostro concerto a pieno regime (Eco Music Live), abbiamo preparato un live set percussivo (Urban Percussion) nel quale privilegiamo la nostra parte più tribale. Poi c'è il WorkShow, che è la fusione tra un workshop nel quale spiego come costruire strumenti fatti con materiali riciclati ed un concerto vero e proprio che però è molto semplice nella gestione tecnica e per questo adatto anche a luoghi non particolarmente attrezzati per concerti. In fine c'è anche un DJunk Set, la nostra versione del dj set. Insomma ce n'è per tutti gli spazi, e per tutti i contesti come è giusto che sia per un progetto così versatile e dai tanti significati come il nostro.

 

Ecco alcuni degli strumenti realizzati dalla band, sfruttando tutto quello che la quotidianità offre!

Scatulera

La Scatulera  fa parte della famiglia delle arpe ed è costruita utilizzando una scatola per gelati in polistirolo, degli elastici comuni ed il bordo di una cassetta per la frutta in legno.
La tecnica per suonarla è una fusione tra quella della sanza africana e quella della cora.

Buatteria

Strumento simile ad una batteria la Buatteria, come dice il nome, è realizzata con contenitori di ogni genere. Pezzi di lamiera, catene, coperchi ed un attrezzo utilizzato in edilizia come base per le impalcature al quale è stato dato il nome di Scaciato.

Chitarra geografica

La Chitarra Geografica è una chitarra acustica donata a Capone & BungtBangt dal liutaio Gianluca Ballarin. La cassa acustica è una cassetta dei vini tipici della terra d’origine, il Veneto. Il manico è un pezzo di parquet.

 

Per maggiori informazioni sulla Capone & BungtBangt visita www.caponebungtbangt.com