Brasile 2014, l’insostenibile leggerezza di un mondiale

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Già nel 2007, anno in cui la FIFA ha nominato il Brasile Paese ospitante dell'edizione dei mondiali 2014, il messaggio del governo brasiliano è stato chiaro:

Brasile 2014 sarà il mondiale più eco-sostenibile della storia

Dopo sette anni e milioni di dollari spesi per la costruzione di stadi e infrastrutture, vediamo come ha agito il Brasile per mantenere la sua promessa.

In effetti, l'attenzione all'ambiente c'è stata, per esempio lo stadio Arena Pernambuco di Recife è stato dotato di un impianto fotovoltaico da 1,5 MW di potenza, per un investimento pari a 1,5 milioni di euro. Inoltre, la scelta, sebbene ormai sorpassata, di compensare i gas prodotti (1,5 milioni di tonnellate è la stima) con l’acquisto di crediti di carbonio evidenzia la volontà di ridurre gli impatti residui della manifestazione.

 

Sembra però che la politica ambientale sia effettivamente poco strutturata per un evento di tale importanza e visibilità;  resta infatti ancora da capire, come gli impatti sulle altre componenti ambientali saranno affrontatimobilità indotta, forniture di beni e servizi ecologici, allestimenti, gestione rifiuti, ecc.,  

 Un caso a parte è lo stadio Arena Amazonica, palcoscenico del debutto degli Azzurri: capienza 42.000 tifosi e costruito ex-novo proprio per i Mondiali. Purtroppo, si trova in una zona raggiungibile solo per via aerea o marittima. Lo si definisce già come uno stadio “nato morto” visto che dopo la rassegna iridata non sarà praticamente più utilizzato. (Fonte CalcioBlog.it)

E mentre alcuni media continuano ad esaltare l'operato degli organizzatori, titolando “il Mondiale si tinge di verde”, forse per ironia del destino, gli addetti dell’Arena Amazonica, dipingono di i verde il manto erboso, peccato fosse vernice per mascherarne le pessime condizioni in cui versa.

Da questo punto di vista sembra che il Brasile non abbia imparato la lezione offerta dalla virtuosa organizzazione di Londra 2012. Infatti, la legacy, ovvero il lascito dell'evento, è stato uno dei principi ispiranti le Olimpiadi inglesi. Un concetto di sostenibilità sociale di lungo periodo, rappresentato in maniera emblematica dal Villaggio e Parco Olimpico, convertito oggi in parco turistico ed impianto sportivo aperto a tutti i londinesi (maggiori informazioni qui).

 

Sostenibilità etica-sociale

Tutti gli occhi del Mondo sono rivolti al Brasile. Il Brasile delle forti disuguaglianze sociali, delle favelas e dei meninos de ruadei diritti calpestati e delle morti sul lavoro: 9 solo per costruire gli stadi della Coppa del Mondo.

E mentre giovedì andava in scena la breve ma coloratissima cerimonia d’apertura dei giochi, all’interno dell’Arena Corinthias un mare di fischi verde-oro sommergevano Blatter e la Presidente Rousseff e fuori dallo stadio la polizia sparava proiettili di gomma e lacrimogeni contro i manifestanti. Contestazioni che, molto probabilmente, sono il primo atto di una serie di disordini, rivendicazioni sociali e scontri in occasione del Mondiale. Come se non bastasse, diversi sono gli scioperi programmati o minacciati: l’ultimo quello del personale di terra dei 3 principali aeroporti di Rio De Janeiro.

Ma in Brasile, nonostante tutto, la passione per il calcio resta inalterata coinvolgendo dai più grandi ai più piccoli e passando per tutti gli strati sociali. Non saranno ricordati per i più sostenibili della storia, ma almeno saranno utili a mettere sotto gli occhi di tutti i tanti problemi sociali di questo Paese.

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